Festival Paris Banlieu Tango

Parigi ha vissuto al ritmo del tango durante sei settimane, dal 12 Ottobre al 30 Novembre 2011. Lo charme, la sensualità e la passione che trasmette si sono diffuse nella capitale francese e nei suoi sobborghi grazie alla quattordicesima edizione del Festival Paris Banlieu Tango organizzato da Claude Nemer.

 

Nato agli inizi del ventesimo secolo in Argentina come forma d’espressione popolare, il tango si é al contrario diffuso in Francia seducendo soprattutto la classe media borghese. Negli anni venti la presenza di Carlos Gardel a Parigi ha trasformato il tango in fenomeno di moda. Dopo la seconda guerra mondiale si afferma ancora di più grazie a Astor Piazzolla che arricchisce la musica del tango con nuove sonorità.

 

Abitualmente la parola tango é associata a un tipo di danza, ma quest’idea é piuttosto restrittiva. A causa di tutte le sue implicazioni e aspetti, é più appropriato pensarlo come un fenomeno sociale e culturale. La sua anima deriva da un mélange di culture che si sono integrate tutte intorno al Rio de la Plata (la zona dell’estuario dei fiumi rio Paranà e rio Uruguay che segna il confine fra l’Argentina e l’Uruguay). Da un punto di vista musicale, ritroviamo per esemio delle influenze spagnole per le sonorità della chitarra, dell’Africa per il ritmo del Kandombé, ebree per il violino e il pianoforte, italiane per il canto e il mandolino.

 

Quest’idea d’integrazione acquista oggi ancora più d’importanza perché risponde al desiderio comune di certi ambiti sociali di eliminare tutte le barriere culturali e sociali fra le differenti popolazioni.

 

In questa prospettiva, il Festival Paris Banlieu tango a voluto cercare d’illustrare la complessità della cultura del tango sotto tutti i suoi aspetti e mettere in evidenza i legami profondi e ricorrenti fra Parigi e Buenois Aires, capitale francofila soprattutto nella prima metà del XX secolo. Un progetto ambizioso, concepito con l’obiettivo di far conoscere nel modo più completo possibile la cultura del tango nel suo spirito originale, come si sviluppó intorno al Rio de la Plata.

Ecco l’origine della vasta offerta del Festival che ha proposto balli, corsi di danza, concerti, conferenze e films ospitando numerosi artisti internazionali.

Sale da ballo, di concerto, ristoranti e brasseries sono stati i luoghi principali che hanno accolto questa manifestazione pluridisciplinare. I  grandi sforzi e il merito del suo organizzatore hanno favorito la buona riuscita del festival.

 

Ora si pensa già alla prossima edizione, la quindicesima, una tappa importante che incita a continuare questo viaggio passionante attorno a una cultura che affascina molto il pubblico ma che resta paradossalmente ancora mal conosciuta e un pó marginale rispetto ad altre forme d’arte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonella Poli